Folclore, tradizioni, usi e costumi

Da alcuni anni l’offerta culturale e spettacolare ha raggiunto un livello qualitativo (e quantitativo) piuttosto alto. Un’offerta scandita dalle cosiddette Stagioni delle culture: quattro virtuali palcoscenici che scandiscono il tempo del cibo per l’anima. L’estate offre una molteplicità di eventi. Le sere di luglio sono caratterizzate da tutta una serie di attività che occupano numerosi spazi: i giardini comunali, il sagrato e il chiostro della basilica, la scacchiera di piazza Umberto, il parco comunale, (straordinario e polifunzionale polmone verde in vai Sant’Annibale Maria di Francia), i vicoli e le piazzette del borgo antico risuonano di canti, balli, racconti, letture, parole, gesti che si rincorrono e concorrono a formare un caleidoscopio di cultura e spettacolo. Il ruolo della pubblica amministrazione è fondamentale, sia per le risorse messe a disposizione, sia per le fasi organizzative e gestionali. La sinergia con la rete di associazioni che operano sul territorio è essenziale. In estate si svolgono due rassegne fondamentali: il Multiculturita jazz summer festival e il festival del teatro amatoriale. In inverno, momento cruciale è la vigilia dell’Immacolata, il 7 dicembre, con La Fanoje. Il grande falò viene acceso nel cuore del paese vecchio, in piazza Gramsci. Nelle viuzze e nelle corti tutt’attorno si svolgono rappresentazioni tra musiche e ricostruzioni di antichi scenari. Capurso è la patria di Checco Zalone, al secolo Luca Medici. Molto legato al paese dove ha sempre vissuto prima del trasferimento a Bari e dove vive la sua famiglia.

Carnevale

La tradizione vuole che durante questo periodo dell’anno, un fantoccio di Carnevale sia posto in largo S. Francesco per essere sostituito, l’ultimo giorno, da un uomo in carne e ossa. L’uomo, dopo essersi abbuffato di ogni genere di prelibatezza, accusa forti dolori e viene caricato su una sorta di una barella e portato in giro per la città alla ricerca di un chirurgo che possa aiutarlo.  Il giro termina in piazza, dove tutta la gente può assistere all’operazione e alla disperazione di Vengìjnze Vòsche, la moglie di Carnevale. Il chirurgo, che giunge in piazza sul carrìzze trainato da un mulo, tira fuori coltellacci, martelli e tenaglie per aprire la pancia del povero Carnevale che, dopo l’ultimo urlo straziante, muore.
Il corteo funebre sfila per le vie del paese accompagnato dalla banda che suona la Marcia a tubo del maestro Labbate, da 4 donne vestite di nero, da 4 infermieri vestiti da becchini che “benedicono” la folla, moglie, parenti e tutta la Giunta Comunale!
Ritornati in piazza, i becchini danno fuoco alla salma: il Carnevale finisce e comincia la Quaresima.
È tipica anche l’organizzazione di balli in maschera in locali privati, che seguono il preciso regolamento del “commendatore di sala”.

La Fanoje

In passato, per la vigilia dell’Immacolata (il 7 dicembre), in tutti i rioni di Capurso venivano accessi dei falò (fanoje) che, secondo un’antica leggenda, dovevano servire alla Madonna perché potesse asciugarvi i pannetti di Gesù Bambino e perché fossero cacciati dal paese gli spiriti del male.Oggi la Fanoje più grande e importante è quella che viene accesa in piazza Gramsci, attorno alla quale si snoda un percorso enogastronomico che anima il centro storico e che permette la degustazione di deliziosi prodotti tipici, come sfogliata di cipolle, taralli, vini e altri cibi della tradizione.  L’atmosfera è resa ancor più suggestiva da coinvolgenti spettacoli realizzati da musicisti e artisti di strada.

Capurso Estate

Rassegna di manifestazioni sportive, teatrali e cinematografiche nei mesi di luglio e agosto.

Festa di San Giuseppe